lunedì 26 maggio 2014

Seggi chiusi: inizia lo spoglio delle schede

Mentre sto scrivendo questo post (sabato 24) probabilmente gli scrutatori staranno lavorando a timbrare schede per il voto, mentre per chi lo sta leggendo probabilmente lo scrutinio delle schede è già iniziato o finito con risultati acquisiti.
Sabato ho riconsegnato le chiavi del comune, salutato i dipendenti e uscendo da Palazzo Sandrinelli in una giornata assolata ho fatto un sospiro che non mi capitava da tanto, ripensato che stavano finendo 10 anni belli, intensi, faticosi.
La scorsa settimana, quando ci siamo ritrovati per una gradita cena di commiato, mi sono rimproverato, chiacchierando, che ne avevamo fatte un gran poche di cene in 10 anni, altro che politici "magnoni", si è lavorato tanto...
Al termine dello spoglio verrà comunicato il "vincitore" della competizione elettorale che, da quel momento, sarà ufficialmente il nuovo Sindaco di Paderno Franciacorta.
Stasera, o domattina, i più interessati si chiederanno chi ha vinto e di quanto è stato il distacco e farà confronti, con 5 o 10 o chissà quanti anni fa. Qualcuno vista la bella giornata domenica magari sarà andato al mare e non si è curato di andare a votare. A questi dico che hanno perso un'occasione di dire la loro.
Poi da domani gli elettori si dimenticheranno di volantini, serate elettorali, programmi e quant'altro e il nuovo consiglio comunale, 12 persone più il Sindaco, entreranno in carica per i prossimi 5 anni. Se tra i candidati verranno rieletti tutti gli uscenti (3 da una parte, 2 dall'altra, compresi i candidati sindaci), avremo comunque, come minimo, 8 consiglieri comunali "nuovi di zecca".

A questi ultimi mi rivolgo per ricordargli che, come mi è capitato nel 2004, passata la festa della prima sera, non ci sarà gloria, ma subito da lavorare. Non avrete ancora cominciato che già si parte con la burocrazia: convocazione del primo consiglio comunale, giuramento del Sindaco, nomina della Giunta, far partire le commissioni, eccetera. Non mi resta che augurarVi (e lo faccio con 2 giorni di anticipo) buon lavoro.
L'eredità che vi caricate sulle spalle non è semplice, Paderno Franciacorta è oggi un comune il cui nome è arrivato a Roma, per il progetto "Terre della Franciacorta", un paese che coraggiosamente è partito per primo con la differenziata, è entrato nei Comuni Virtuosi per la sua capacità di non consumare suolo, di investire sulle rinnovabili, di restare più comunità e non diventare un paese dormitorio.

Verrò a vedervi al primo consiglio comunale, forse anche prima, per mettermi a disposizione per i dovuti passaggi di consegne.

Ho dato tanto ma ho ricevuto molto più di quanto ho dato in questi anni: rapporti umani, amicizie, conoscenze, cultura, esperienze vissute che auguro a tutti i nuovi eletti.

Paderno Franciacorta, 24/05/2014

giovedì 22 maggio 2014

L'ultimo consiglio comunale e un appello al voto del 25 Maggio

L'ultimo consiglio comunale e un appello al voto del 25 Maggio
Io il 25/5 andrò a votare, per sostenere Silvia Gares alla carica di Sindaco e, alle Europee, il Partito Democratico

Negli ultimi due mesi mi sono passati per la testa tanti pensieri, belli e brutti, e credo che sia giusto condividerli con chi avrà tempo e voglia di leggere, anche per capire, per chi mi conosce meno, chi sono e cosa penso.
Mi ero ripromesso di non scrivere nulla prima delle elezioni, nella volontà manifestata di tornare nelle retrovie da cui ero uscito 10 anni fa "Senza far Rumore" (gran canzone dei Timoria, in versione unplugged 1995 su http://youtu.be/hgmkdO2dNco) ma ritengo sia giusto che i miei e i nostri elettori diano il loro sostegno a Silvia come io farò e siano consci del perchè sulla scheda non ci sarò, neanche tra i candidati consiglieri.
Martedì 20/5 abbiamo fatto l'ultimo consiglio comunale e non mi è riuscito di trattenere una lacrima. Uno breve scritto di un amico come Gianni mi ha poi convinto di mettermi a scrivere queste righe.

10 anni fa mi fu chiesto un impegno amministrativo che accettai più che volentieri, pur rinunciando alle attività di Dirigente accompagnatore della Pallavolo femminile della Padernese e limitando al minimo l'attività di consigliere nel Gruppo Alpini. Mi fu chiesto subito chiesto un impegno come assessore alla cultura, che accettai con gioia e con la normale preoccupazione per l'inesperienza.
Tanta era la voglia di fare che a settembre del 2004, non ancora entrato nelle dinamiche della burocrazia asfissiante, minacciai le dimissioni, che presentai per iscritto a maggio 2005 (e che mi furono subito fatte ritirare).
In questa lettera, privata, scritta al Mio Sindaco, scrivevo, tra l'altro, nello spiegare il perchè delle dimissioni :

<< Ritengo di essere abbastanza misurato e modesto. Non cerco gloria. Ho solo dato la mia disponibilità a fare del volontariato oltre che tra gli alpini e gli sportivi, anche per i Padernesi, perché tutto sommato la "politica" ed il senso civico mi appassionano. [...] forse sono io che non sono per niente adatto al ruolo assegnatomi. Ho scelto di fare un passo indietro, anche non so se è la cosa giusta però, magari, darà la scossa agli altri, almeno spero! [...] 
Torno al volontariato attivo, quello che facevo prima. Non cambierò. Mi darò sempre da fare e spero di potermi sentir dire ancora come mi è capitato quest'anno in parecchie occasioni: "Complimenti, un ottimo lavoro". 
Un grosso abbraccio potrebbe non bastare a trattenere qualche lacrima. >> 17/05/2005

Mentre stasera, pescata su una vecchia chiavetta usb, rileggo una lettera di dimissioni che ebbe vita breve, lo spazio di qualche minuto in uno dei tanti incontri faccia a faccia che io e Antonio abbiamo avuto in questi anni, mi sembra di rivivere un Deja Vu, ma poi mi rendo conto che sono ancora io, non sono cambiato, la politica in questi anni non mi ha cambiato.
7 anni fa, dopo la seconda lettera di dimissioni che produsse l'unica e l'ultima crisi politica della maggioranza, in maniera solo in parte inaspettata, mi fu chiesto di fare (e non di essere), il Vicesindaco, nonostante fossi il più giovane tra gli assessori, con il peso di accettare un incarico che già significava farlo fino al 2009 e nei 5 anni successivi, in caso di riconferma alle elezioni, con il peso certo, già 7 anni prima, di doversi sentire il candidato naturale alle elezioni 2014.
5 anni fa, per capire anche quanto valesse il lavoro da me fatto, mi sono ripresentato senza fare campagna elettorale per raccogliere preferenze per me stesso (nel 2004 di santini ne avevo imbucati non pochi prendendo tra le 14 e le 18 preferenze, non ricordo). Sono stato rieletto con  42 preferenze che mi hanno fatto, con Silvia, il più preferenziato della lista.
Salto ai giorni nostri: a fine 2012 mi sono impegnato a sostenere la campagna di Matteo Renzi per le primarie in vista delle politiche di febbraio 2013 e a Dicembre 2013 per le primarie per la segreteria del Partito Democratico, di cui sono orgogliosamente un tesserato, socio fondatore nel 2007 e, sempre da fine 2013, membro del direttivo del Circolo di Paderno.
A dicembre 2013 ho iniziato un percorso in vista delle amministrative che tra febbraio e marzo si è fermato. Non ci sono motivi specifici, litigi, altro che si possa ascrivere ad una rottura politica. 
Il gruppo civico si è trovato a scegliere tra due candidati e l'unico modo, per non imbarazzare nessuno nella scelta tra due persone che hanno lavorato insieme per 5 anni, era che uno dei due facesse un passo indietro.
Qualcuno potrebbe dire: potevate fare le primarie! Ebbene, per quanto ne sia un estimatore, ritengo che in un gruppo ristretto abbiamo un valore risibile. Una scelta condivisa dal gruppo ha certamente una forza maggiore.
Ho bloccato le attività del gruppo, a metà febbraio, perchè dopo due mesi di incontri e sollecitazioni che portassero ad un allargamento del gruppo, nulla è emerso all'orizzonte ed eravamo un pò impantanati (forse eravamo partiti un pò troppo presto).
Ho aspettato un mese che qualcosa si muovesse, ed a metà marzo, nell'inerzia generale e nella responsabilità che avevo anche come Vicesindaco e col peso del "predestinato" che mi ero preso sulle spalle già 7 anni prima, ho fatto l'unica cosa che ho ritenuto giusta in quel momento: fare non solo un passo indietro, ma dare sostanzialmente un addio necessario a svegliare gli animi, nella consapevolezza umanamente personale dell'impossibilità di restare nella competizione come semplice comprimario, a quel punto.
I 30 giorni precedenti, tra metà febbraio e metà marzo sono stati duri, nella fatica di farmi una ragione di quello che stava succedendo, cercando di capire, lasciando fare, chiedendomi dove avevo sbagliato, se c'era un disegno dietro a tutto questo o meno, aspettando che una telefonata mi alzasse dal torpore spronandomi a fare qualcosa.
Ancora adesso non ho una idea completamente chiara di quel seppur breve periodo. 
Il proseguo è quello che avete sotto gli occhi oggi, ma di una cosa sono certo e nella sofferenza di quella che è una sconfitta personale so che non posso rinnegare quello che sono, da dove vengo e dove voglio andare.
Per tutto il bene fatto in 10 anni di amministrazione "gettare il bambino con l'acqua sporca" oppure dividere il gruppo, oltre che dispendioso in energie, non avrebbe portato a nulla, e seppure non ho partecipato attivamente alla campagna elettorale ho voluto che il mio nome comparisse tra i sostenitori della lista Uniti per Paderno a sostegno di Silvia Gares Sindaco.

Auguro a Silvia, Antonio e Roberto, che proseguono l'avventura con lei in questa competizione elettorale, il successo alle elezioni e, soprattutto, buon lavoro. So, almeno quanto voi, quanto sarà difficile il lavoro che verrà. 

Auguro nel contempo al PD di vincere le elezioni Europee e all'Italia e agli italiani di non perdersi nei populismi abbandonando la speranza. 

Per quanto poco serva un mio appello, per quanto tardivo, nel mio piccolo chiedo innanzitutto a tutti coloro che leggeranno questo mio scritto di andare a votare, di sostenere Silvia alla carica di Sindaco e, per le Europee, il Partito Democratico

Con sincero affetto,
Enrico
Padernese, Alpino, Semplicemente Democratico.